
L’Italia delle rotte secondarie: guida al viaggio lento tra borghi e sapori dimenticati
20 Febbraio, 2026Per anni, la gestione delle bombole del gas è stata la “croce” di ogni camperista, specialmente durante i viaggi invernali: la paura di restare al freddo nel cuore della notte o la difficoltà di trovare l’attacco giusto all’estero hanno rovinato più di una vacanza. Nel 2026, la tecnologia ha sdoganato definitivamente il riscaldamento a gasolio (Webasto, Eberspächer e le nuove varianti cinesi certificate), portando l’autonomia a livelli mai visti prima.
Per noi dell’Assocamperisti Due Poli, l’indipendenza è un valore fondamentale. In questo articolo analizzeremo perché il passaggio al gasolio sta cambiando il modo di vivere il camper e quali sono i pro e i contro di questa scelta radicale.
1. Perché passare al riscaldamento a gasolio?
Il vantaggio principale è immediato: il combustibile è lo stesso che fa muovere il vostro camper.
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Autonomia quasi illimitata: finché c’è carburante nel serbatoio del motore, il vostro camper resterà caldo: questo elimina la necessità di trasportare pesanti bombole di scorta e semplifica i viaggi a lungo raggio.
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Risparmio di spazio e peso: eliminare il vano bombole o ridurlo a una sola piccola bombola per i fornelli permette di guadagnare spazio prezioso nel gavone e di alleggerire il mezzo di decine di chilogrammi.
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Utilizzo in marcia: a differenza di molti impianti a gas (salvo quelli dotati di sistemi di sicurezza specifici come il DuoControl con Crash Sensor), il riscaldamento a gasolio può essere utilizzato in tutta sicurezza mentre il veicolo è in movimento, garantendo una cellula calda all’arrivo.
2. La gestione dei consumi e l’efficienza nel 2026
Molti soci temono che il riscaldamento a gasolio sia rumoroso o che consumi troppo elettricità. Vediamo la realtà dei fatti nel 2026.
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Consumo di carburante: un riscaldatore moderno consuma mediamente tra gli 0,10 e i 0,50 litri di gasolio all’ora, a seconda della temperatura esterna: una spesa ampiamente ripagata dalla comodità di rifornimento.
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Assorbimento elettrico: il vero punto critico è la fase di accensione, dove la candeletta richiede uno spunto energetico notevole: una volta a regime, però, i consumi sono paragonabili a quelli di una stufa a gas tradizionale.
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La silenziosità: i kit di installazione attuali includono silenziatori per l’aspirazione e lo scarico che rendono il sistema quasi impercettibile, sia all’interno che per i vicini di sosta.
3. Manutenzione e kit altitudine: cosa sapere
Un riscaldatore a gasolio richiede una cura diversa rispetto a uno a gas.
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Il problema dell’altitudine: sopra i 1.500 metri, l’aria più rarefatta può causare una combustione incompleta, con conseguente produzione di fumo e intasamento della camera di combustione: assicuratevi che il vostro impianto sia dotato del “kit altitudine” automatico, che regola il flusso di carburante in base alla pressione atmosferica.
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Pulizia della camera di combustione: è buona norma accendere il riscaldatore alla massima potenza per almeno 20 minuti una volta al mese, anche in estate: questo evita la formazione di depositi carboniosi e garantisce partenze pronte al primo freddo.
4. Verso il camper “Full Electric” (o quasi)
Il riscaldamento a gasolio è spesso il primo passo verso l’eliminazione totale del gas a bordo.
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Fornelli a induzione: alimentati da potenti batterie al litio, permettono di cucinare senza fiamme libere.
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Boiler ibridi: sistemi che scaldano l’acqua sanitaria sfruttando sia il gasolio che la resistenza elettrica quando si è allacciati alla rete.
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Sicurezza: meno gas a bordo significa meno rischi di fughe e una maggiore tranquillità psicologica durante il sonno.





