
Addio bombole? Guida 2026 al riscaldamento a gasolio e all’autonomia totale
21 Febbraio, 2026Il camper non è solo un mezzo di trasporto, ma una casa che viaggia esposta a vibrazioni, sbalzi termici e agenti atmosferici. Per noi dell’Assocamperisti Due Poli, preservare il valore e la sicurezza del nostro veicolo è una priorità assoluta. Nel 2026, la tecnologia ci offre strumenti nuovi per prevenire il nemico numero uno di ogni camperista: l’infiltrazione.
In questo approfondimento vedremo come passare da una manutenzione reattiva (riparare il danno) a una proattiva (prevenire il problema), garantendo al nostro compagno di avventure una vita lunghissima.
1. Il controllo igrometrico: oltre l’ispezione visiva
Molte infiltrazioni iniziano in silenzio, dietro i rivestimenti, e diventano visibili solo quando il danno è già grave.
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L’igrometro professionale: ogni socio dovrebbe possedere o avere accesso a un igrometro a induzione: questo strumento permette di misurare l’umidità all’interno delle pareti senza forare i materiali, individuando accumuli d’acqua invisibili a occhio nudo.
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I punti critici: le verifiche devono concentrarsi attorno agli oblò, alle finestre, ai gavoni e lungo le giunture del tetto: nel 2026, le nuove sigillature polimeriche sono più resistenti, ma il controllo annuale resta obbligatorio.
2. Sigillature e materiali: la rivoluzione dei polimeri MS
Dimenticate i vecchi siliconi che ingialliscono e si staccano. La chimica dei materiali ha fatto passi da gigante.
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Adesivi sigillanti MS Polymer: questi prodotti combinano le migliori caratteristiche del poliuretano e del silicone: resistono ai raggi UV, rimangono elastici anche a -40°C e possono essere applicati anche su superfici leggermente umide.
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Manutenzione del tetto: il tetto è la parte più esposta: l’applicazione di membrane protettive liquide o vernici riflettenti non solo previene le infiltrazioni, ma migliora l’isolamento termico del mezzo fino al 20%.
3. Prevenzione meccanica e scocca
La salute di un camper non dipende solo dalle pareti, ma anche da ciò che sta sotto.
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Lavaggio sottoscocca: dopo i viaggi invernali su strade salate, è fondamentale lavare accuratamente il telaio: il sale è il principale responsabile della corrosione galvanica, che può indebolire le strutture portanti.
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Controllo dei giunti di dilatazione: i materiali che compongono il camper (alluminio, vetroresina, plastica) hanno coefficienti di dilatazione diversi: con il calore estivo e il gelo invernale, le giunzioni lavorano costantemente: una pulizia periodica delle canaline evita che lo sporco crei punti di pressione pericolosi.
4. Il ruolo del rimessaggio e della protezione attiva
Dove e come lasciamo il camper quando non viaggiamo determina la sua velocità di invecchiamento.
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Coperture traspiranti: se il camper resta all’aperto, è fondamentale usare teli di qualità che permettano l’evaporazione dell’umidità: coprire il mezzo con plastica non traspirante è controproducente, poiché crea l’effetto serra che favorisce le muffe.
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Gestione degli interni: durante i lunghi periodi di fermo, lasciate gli sportelli dei pensili aperti e utilizzate deumidificatori a sali: far circolare l’aria è il miglior modo per mantenere sani i legni e le tappezzerie.





